Just Cause
Indovinello del giorno: gioco d'azione che permette, infiltrandosi nelle trame criminali del luogo, di rubare auto e uccidere gente al fine di completare una lunga serie di missioni, in un ambiente vasto ed esplorabile in piena libertà. Che videogame è? Se la vostra risposta è stata GTA avete sbagliato, ma non preoccupatevi, siete perdonati. Sì, perché questo Just Cause, sviluppato da Avalanche Studios e prodotto da Eidos Interactive, molto ha da spartire con il blockbuster made in Rockstar e si presenta come l'ennesimo tentativo di rinnovare un genere molto inflazionato, oramai quasi saturo.
Il solito gameplay, con un paracadute in più
Nel gioco vestirete i panni di Rico Rodriguez, agente della CIA che ha il compito di sventare una vasta rete mafiosa invischiata in ogni tipo di traffico e con pericolose mire sovversive. Insomma, nulla di nuovo, un personaggio tamarro al punto giusto, dei cattivi che più cattivi non sarebbe possibile e il solito, scontatissimo bagno di sangue.
Il luogo deputato a fare da teatro alle vicende prende il nome di San Esperito ed è un maestoso arcipelago che incredibilmente avrà una superficie esplorabile pari a 250'000 acri, circa 32Km quadrati. Affascinante è la possibilità di poter percorrere questa distanza in modo continuativo, senza mai attendere lunghi caricamenti, sarà infatti il motore grafico a modellare dinamicamente ogni scenario possibile.
L'azione si prospetta ricca di possibilità e senza sosta. Centinaia di mezzi, armi e luoghi da visitare saranno la ratio di oltre trecento missioni studiate e potranno garantire una longevità degna di nota. Sinceramente, per quello che abbiamo potuto provare, non ci sembra che la trama supporti in modo qualitativamente elevato il gameplay, infatti saranno da compiere i soliti lunghi spostamenti in breve tempo, raggiungere l'obiettivo, ucciderlo e magari riportare indietro qualche segretissimo oggetto. Come spesso accade però, la salvezza viene dall'alto...
La vera novità che Just Cause ci porta in dote è un uso mai così intensivo del paracadute con il quale il nostro eroe dovrà spostarsi. Capiterà di essere lanciati da una manciata di migliaia di metri e dover atterrare in un dato punto, o ancora di utilizzarlo per salvarci dopo aver dirottato un camioncino ed eliminato i conducenti. Il rischio di quella che è comunque una buona idea è di farne un uso eccessivo e creare situazioni esagerate in cui dopo un incidente stradale che ci ha proiettati attraverso il parabrezza, troviamo la salvezza aprendolo ad una decina di metri dal suolo.
La visuale sarà rigorosamente in terza persona e non sembra avere alcun problema nel seguire Rico, anche nelle situazioni più complesse e ricche di problematiche. I controlli svolgono in modo egregio il loro lavoro, sia nelle sessioni a piedi che in quelle in cui utilizzeremo una delle moltissime auto, aerei, elicotteri e barche presenti.
Purtroppo il multiplayer non è attualmente pervenuto, in nessuna forma, il che è un male per un duplice motivo. Innanzitutto i titoli per PC sono storicamente legati al gioco online e creare oggi una produzione da zero, quindi non legata a nessuna tradizione riguardo al gameplay come accade per GTA, che non lo prevede è quanto meno bizzarro. In secondo luogo Just Cause esce quasi in contemporanea con Saints Row - con il quale condivide molti aspetti - che invece lo supporta. Insomma, il rischio è di rimanere un passo indietro.
Oh, ma anche Bing Beng Bang
L'esclamazione è il primo suono che uscirà dalla vostra bocca quando vedrete, dall'alto, quanto immenso è l'arcipelago di San Esperito. La cosa strabiliante consiste nel fatto che il motore poligonale riesce a garantire, assieme ad una fluidità notevole, un'orizzonte visivo praticamente infinito ed una qualità costante. Come già accennato, poi, non esiste alcun tipo di caricamento ad interrompere uno spostamento negli esterni: se vi trovate in cima ad una collina e puntate quel campanile a chilometri di distanza, non dovrete fare altro che dirigervi verso il vostro obiettivo senza mai abbandonare mouse e tastiera per un istante. I modelli dei personaggi e di tutti gli oggetti, organici e non, presenti su schermo non sono di ultimissima generazione: tenete presente che il titolo è in sviluppo anche per due generazioni diverse di console a 128 Bit, ma risulta in ogni caso piacevole e non sarà certamente causa di enormi diminuzioni di voto in sede di recensione.
La seconda parte dell'orribile titolo che mi sono inventato per questo paragrafo riguarda il suono, che come avrete intuito sarà pervaso dai rumori provenienti dalle armi da fuoco che costantemente faranno la faranno da padroni. In generale comunque anche questo aspetto del comparto tecnico è buono, nulla di fantascientifico ma buono, tanto basta.
Indovinello per i prossimi mesi: riuscirà Just Cause a sorvolare tutti gli altri emuli di Grand Theft Auto con il suo paracadute e distinguersi per originalità? Presto per dirlo, certamente la carne al fuoco è tanta ed il titolo prodotto da Eidos, a pochi mesi dall'uscita, può contare su una lunga serie di molto: un ambiente molto grande, molte missioni, molte armi e molti mezzi. Tecnicamente non sembra poter strabiliare, ma certamente farà il suo dovere. Non ci resta che attendere il 22 settembre, data di uscita del gioco e, approssimativamente, di pubblicazione delle nostra recensione.



