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The Elder Scolls IV: Oblivion [XBOX 360]

Anteprima
Piattaforma:
XBOX 360
Editore:
Take Two Interactive
Sviluppatore:
2K Games
Data di rilascio:
24 marzo 2006
Genere:
RPG
The Elder Scolls IV: Oblivion

The Elder Scolls IV: Oblivion

La storia di Oblivion risale al 2004 quando, verso fine anno, iniziarono a girare online le prime immagini di un gioco che sembrava (e sembra tutt’ora) destinato a cambiare il mondo dei giochi di ruolo occidentali. Come dovrebbe fare ogni titolo di nuova generazione, Oblivion fa ben sperare grazie a una grafica superba e ad un’infinità di possibilità. Dal momento in cui è stato mostrato il trailer all’ E3 del 2005, l’attenzione intorno a questo titolo ha iniziato a lievitare, soprattutto grazie alle promesse dei programmatori che avevano garantito una grande libertà e una intelligenza artificiale in grado di generare un vero e proprio mondo nuovo, incantato e ricco di sorprese con comportamenti diversi per tutti i personaggi che popolano le terre del prossimo capolavoro di Bethesda. Siamo pressoché giunti a un mese dall’uscita e la quantità di informazioni, trailer e immagini, è riuscita a dare un’idea di come potrebbe presentarsi il gioco. Ora che l’abbiamo provato ecco le prime impressioni.

Un nuovo eroe
La cosa che prima di tutto impressiona piacevolmente in The Elder Scrolls IV: Oblivion, è sicuramente la possibilità di creare il proprio personaggio attingendo da un database davvero potente, uno dei migliori mai visti in un gioco. Dopo aver selezionato una delle dieci razze disponibili (dove troverete i sempre presenti elfi, gli orchi, i Khajiits e altre), potrete intervenire sul vostro personaggio in qualsiasi modo: è vero che si tratta di modifiche marginali, ma sono talmente precise che vi permetteranno di creare un vero alter ego virtuale. Potrete scegliere la posizione del mento, l’inclinazione degli occhi oltre alle classiche acconciature e colore della pelle. Alla fine tutti i personaggi che incontrerete nel gioco faranno uso di questa ampia raccolta somatica: aspettatevi dunque personaggi sempre vari e ben caratterizzati. Scelgo un bretone. Il tempo per il maquillage è finito, l’avventura ha inizio.

Da una fredda prigione a una città
Come avveniva in Morrowind, anche durante il debutto di Oblivion vi sveglierete in un’iniziale situazione di prigionia. Improvvisamente, da lontano riecheggia la voce di una guardia che, sottolineando le origini bretoni dell’eroe (la frase cambierà per ogni razza, come avveniva in Morrowind), lo richiama perché si sta avvicinando un personaggio di particolare importanza: l’imperatore Uriel Settimo. Da qui, tramite un passaggio segreto che porta all’esterno e un’evasione rocambolesca attraverso grotte e fogne, inizierà l’avventura del nostro eroe. Subito si troverà di fronte un mondo nuovo, da lui mai visto prima.
Dopo un breve percorso attraverso i boschi, troverà le porte della prima città e con questo cominceranno i primi rapporti sociali: in base alle risposte che daremo ai cittadini, o al loro umore in quell’istante, essi saranno disponibili a interloquire oppure no. Vero è che anche il nostro eroe potrà fare quello che vorrà, per esempio prendere a pugni il cittadino maleducato oppure infilzarlo con un semplice pugnale, ma questo porterebbe su di sé l’attenzione degli altri cittadini e soprattutto delle guardie: sarete d’accordo che una cosa del genere per uno appena evaso non sarebbe il massimo. Meglio aggirarsi per la città e vedere cosa può offrire. Oltre ai cittadini che inizieranno a parlare tra di loro anche di diversi argomenti, troverete le guardie che pattugliano le strade, le locande, i negozi e le abitazioni. Entrato in un negozio, l’eroe non può comprare nulla non avendo denaro a sufficienza e si dedica quindi al furto non appena il negoziante è girato; naturalmente il bravo commerciante non è uno sprovveduto e si accorge subito del furto richiamando le guardie che riportano l’eroe in carcere. Avrebbe potuto reagire, ma data l’assenza di armi avrebbe sicuramente subito i colpi dei garanti della legge.
Tornato in libertà, il bretone si reca in una locanda dove viene accolto dal saluto dell’oste; come ben si sa ad un oste si possono chiedere informazioni, oltre alla solita ordinazione. Nel frattempo la gente introno a lui, continua nell’interloquire e nella locanda rimbombano le voci dei cittadini.
Uscendo dalla locanda, il protagonista sarà salutato di nuovo dal cordiale locandiere.
Ora, perché non fare un giro in una casa privata? Ne scegliamo una a caso e, stranamente, siamo ben accolti (per lo meno non siamo cacciati) da una gentile signora. Dopo questo incontro e uno scambio di chiacchere, la donna prosegue nelle sue attività quotidiane, quali il sistemare gli oggetti, il mangiare, il leggere e, infine il dormire. Tutto avviene sotto gli occhi stupefatti del giocatore.
Uscito, ormai si è accorto che si è fatta notte e che è meglio tornare alla locanda per assicurarsi, con i pochi denari, una camera. Intanto la cittadina è sempre vigilata dalle guardie che si aggirano con una fiaccola. Il giorno successivo vede il nostro protagonista abbandonare la città per recarsi nel bosco. Qui è accolto dal canto degli uccellini, da una folta vegetazione lussureggiante e da un’atmosfera di tranquillità, interrotta dal passaggio di alcuni animali selvatici come un cerbiatto. Anche qui si può notare la precisione dei programmatori che sono riusciti a ricreare i comportamenti degli animali in maniera realistica. Per esempio il cervo, avvertita la presenza dell’eroe, si volta verso di lui, e osservatolo un istante, fugge. In effetti fa bene a farlo perché anche il nostro alter ego deve mangiare e per farlo, almeno per ora, deve andare a caccia. Se invece non volesse proprio uccidere un animale, potrebbe ricercare funghi, con il rischio di trovarne, però, di velenosi.

Le gilde
Come nel capitolo precedente, anche in Oblivion è presente la possibilità di entrare in una gilda, sia essa dei maghi o dei ladri o della guardia o altro ancora. Per entrare in una di queste gilde, bisogna entrare in contatto con un rappresentante che porta l’eroe nella sede e dove gli verranno impartiti i compiti utili per intraprendere la carriera in un determinato gruppo. Qui l’avventura nel mondo di Oblivion ha inizio, con la consueta possibilità di abbandonare in qualsiasi istante una missione per entrare in un’altra fazione. Ovviamente il titolo prevede molti dungeon, dove si incontrano mostri, scheletri, orchi e goblin, oltre che una serie di terribili trappole. Più di una volta, l’interno di questi labirinti, ricreati perfettamente, ricorderà la miniera di Moria vista ne ‘Il Signore degli Anelli’.

Un mondo vivo
Come avrete capito da quanto descritto (che non è che una minima parte di quanto potrete fare), ciò che contraddistingue questo titolo, è la completa libertà unità ad un’intelligenza artificiale che difficilmente potrete riscontrare in altri giochi. Tutto il mondo vive sotto i vostri occhi compiendo azioni e non risentendo del vostro passaggio in alcuni casi. Per esempio, se due cittadini si incontrano e iniziano a discutere tra di loro, non presteranno attenzione a voi, così come le guardie vi inseguiranno dopo un crimine.
La grafica di Oblivion è sicuramente incredibile, sotto ogni punto di vista: le architetture degli edifici, riprese da strutture realmente esistenti, sono pressoché perfette e rispecchiano la volontà ben precisa dei programmatori di dare alle città un senso di protezione e di civiltà che rompe, magari, un lungo viaggio svolto nei boschi e nelle lunghe praterie. Proprio a contatto con la natura, avrete la sensazione di trovarvi a fare una scampagnata, data la precisione con cui sono stati riprodotte le zone, dalla montagna alla pianura, dai ruscelli scintillanti alla ricca vegetazione. C’è da dire che neanche nel paesaggio naturale mancherà il segno del passaggio di una razza: una casa dispersa tra i monti, antiche rovine e fuochi, rappresentano il passaggio di un qualsiasi abitante di quella terra. L’aspetto visivo globale è pulito e piacevole come gli effetti della luce del sole che, per esempio al tramonto accarezza tutte le strutture donando al tutto una sensazione di poesia, avvalorata anche dalla presenza di alcuni pittori che riprodurranno su tela diversi paesaggi.
I dungeon non sono da meno riproponendo imponenti strutture interne o sotterranee, dotati di ottimi effetti di (poca) luce, che esalteranno, per esempio, i marmi delle arcate.
Per quanto riguarda i personaggi, attraverso la combinazione di tante caratteristiche (di sicuro impiegherete un po’ di tempo per creare il vostro protagonista) si potranno creare dei veri cittadini, dotati di un dettaglio pari a quello del personaggio principale. Le texture dei volti ne esaltano le espressioni e le emozioni, passando fluidamente da rabbia a cordialità senza risentire di ‘scali’ improvvisi. Questo avviene per tutte le razze, nelle quali è stata inserita una cura minuziosa proprio perché la reazione di ogni personaggio in base alla vostra reputazione non fosse lasciata al caso. I nemici poi, non sono da meno dimostrandosi tanto raccapriccianti (per esempio i non-morti) quanto perfetti (come gli scheletri) sotto ogni punto di vista.
Tutti i movimenti sono abbastanza reali, lasciando spazio a ben poche critiche: se proprio si volesse cercare il pelo nell’uovo, si può dire che alcuni mostri si muovono non molto fluidamente, ma niente di rilevante. Le armature, così come oggetti e armi, sono perfette e scintillanti, lavorate alla perfezione e per le quali sono stati realizzai disegni proprio da fabbri impegnati nel settore. Le spade, una volta affettato il nemico, si macchieranno di sangue.
Finalmente, si potrà utilizzare un’ottima visuale in terza persona, attraverso la quale si potranno notare le armi del personaggio: la faretra, la guaina della spada e altro.
La nota dolente, è che per far girare al meglio il gioco in alta risoluzione su PC, serve una scheda video di alta qualità, altrimenti andreste incontro a rallentamenti e a cali grafici. La versione per Xbox 360, invece, sarebbe molto più apprezzata su un televisore ad alta risoluzione, come tutti i titoli, in fondo.
La colonna sonora, riprendendo i temi più belli di Morrowind e aggiungendone degli altri, si attesta su ottimi livelli passando da situazioni calme a concitate con un cambio di sonorità che sottolinea l’azione. Mentre passeggerete immersi nella natura, sarete accompagnati da una musica leggera, quasi fiabesca, mentre durante uno scontro essa diventerà all’improvviso veloce e esagitata. Il tutto fa parte di comparto che trova nell’epicità il suo baricentro. Gli effetti, sono ripresi dalla realtà e ogni ambientazione ha la sua serie di sonorità: il cinguettio e i versi dei grilli nei prati o i rumori delle stoviglie e dei passi nelle locande. La scelta di lasciare solamente una traduzione testuale in italiano, si rivela una mossa vincente, oltre che utile, dando spazio al perfetto doppiaggio inglese (una traduzione nella lingua italica avrebbe portato anche un dovuto cambiamento del movimento della bocca per tutti i personaggi).
La longevità, come si ben evince, è esponenziale, riproponendo un mondo così vasto con tante quest. Sarebbe inutile e riduttivo parlare di ore, soprattutto in un'anteprima, ma Bethesda ha garantito qualcosa di davvero mirabolante.

L’anteprima, per poter proporre tutto quello che raccoglie questo The Elder Scrolls IV, sarebbe dovuta durare ancora. Vero è che ciò che ancora stupisce nel prodotto Bethesda è l’assoluta libertà. Per questo mi sono soffermato sulle cose che,molto probabilmente, pur non avendo un’utilità, faremo in continuazione. Infatti quello che attira in Oblivion, oltre a una terra senza limiti e alla raccolta di armature e dei 10000 oggetti presenti, è la libertà di esplorare per scoprire sempre qualcosa di nuovo. Quante volte si entra in una locanda, quasi rivivendo i tempi antichi, passati a chiacchierare con davanti un bicchiere di vino? Tante, ve lo posso assicurare. Quante volte vi soffermerete su un’altura per ammirare un bel tramonto, dove il sole saluta ogni cosa regalando i suoi ultimi raggi a tutti gli oggetti? Anche qui: tante. Certo, sarà bello anche iniziare a svolgere missioni di vario genere per entrare nelle gilde o per guadagnare semplicemente un po’ di soldi.
Ormai manca poco meno di un mese all’uscita di Oblivion, e questa è l’ultima preview. Per la recensione tenete sempre d’occhio il vostro sito preferito: Spaziogames!

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