Turning point:Fall of liberty
Historia magistra vitae
Uno dei connubi vincenti nella recente storia videoludica è senza ombra di dubbio quello fra l'intrattenimento digitale e gli accadimenti della seconda guerra mondiale, che ha decretato il successo di alcune serie cult quali Call of Duty, Brothers in arms e Medal of honor (oltre ad una pletora di titoli minori).
Sarà per il pathos ricreato nelle sequenze topiche dei conflitti (uno fra tutti lo sbarco in Normandia), sarà per la storia reale che si cela sotto questi giochi, ma nel genere degli sparatutto in prima persona una grossa fetta di mercato è stata fagocitata appunto dai titoli appena citati.
E però innegabile che basarsi su dei fatti accaduti e conclusisi nel giro di poco tempo (ricordiamo che la seconda guerra mondiale si è protratta in un arco di tempo di sei anni o poco più) possa portare ad una facile crisi di identità dei vari prodotti, tutti un po troppo simili fra loro, quasi fossero l'uno un semplice add-on dell'altro. Ecco dunque il motivo per cui gli sviluppatori di Treyarch hanno deciso di abbandonare gli scenari europei della metà del secolo scorso e di virare verso conflitti più recenti per il prossimo capitolo di Call of Duty. Ma
Chi lascia la strada vecchia per la nuova
In questo panorama decisamente statico e chiuso ecco però spuntare lidea degli Spark Unlimited, team già avvezzo agli shooter bellici (avendo realizzato Call of Duty Finest Hour): perché non proiettare il giocatore in un ipotetico passato (concedeteci la licenza) nel quale i nazisti sono molto prossimi alla vittoria, avendo invaso nientemeno che lAmerica?
Andiamo quindi con ordine e vediamo di analizzare cosa si cela dietro questo Turning Point: Fall of Liberty. Winston Churchill è morto dopo essere stato travolto da un taxi nel 1931 (evento realmente accaduto, lincidente non fu però fatale). LInghilterra ha capitolato nel 1950 e due anni più tardi i paesi dellAsse (Germania ed Italia in primis) hanno invaso gli Stati Uniti dAmerica.
We didn't want to make just another shooter in either the Pacific or European theater. And we didn't want just another rendition of D-Day or a similar battle (non volevamo realizzare lennesimo sparatutto ambientato nelle zone del Pacifico o dellEuropa o unennesima edizione del D-Day o battaglie simili): queste le parole del produttore del gioco Dean Martinelli.
Perché non ho una divisa ed unarma?
Altro punto di distacco rispetto agli standard del genere è quello inerente al nostro alter ego nel gioco: non impersoneremo un soldato pronto a dare la vita per la patria né tantomeno qualche spia super addestrata. Le vicende narrate ci vedranno nei panni di tale Dan Carter, un semplicissimo manovale intento a lavorare su di un grattacielo in costruzione in quel di New York.
Immaginate dunque di essere intenti nel piazzare bulloni con il vostro fido martinetto a centinaia di metri di altezza quando, sul più bello(?), compaiono sulla vostra bella testolina (ovviamente protetta dal casco) uno squadrone di Zeppelin (i dirigibili dassalto tedeschi) e di aeroplani, tutti con la svastica in bella mostra
Sicuramente non il massimo della vita
La prima cosa da fare sarà dunque portare in salvo la nostra pellaccia e scendere dalledificio il più presto possibile. Questa prima parte del gioco sarà caratterizzata da un certo numero di quick time event (già visti in altre produzioni, su tutte Shenmue e Resident Evil 4) per evitare di cadere nel vuoto: come già detto le nostre abilità non sono propriamente quelle di un superman.
Il problema della precarietà del nostro equilibrio non sarà però lunico in quanto faremo presto la conoscenza dei nostri simpatici nemici teutonici, ed anche in questo caso i programmatori ci hanno riservato un sistema di gioco molto simile a quello appena descritto: siamo disarmati, su di un grattacielo e per di più circondati dai nazisti:come poter avere la meglio su di loro? Semplice, basterà affidarci ai nostri pugni. Entreremo quindi in una modalità di combattimento in terza persona (fin qui la demo da noi visionata aveva un sistema tipico degli fps) nel quale poter tirare manrovesci o testate. Non ci è stato possibile provare direttamente il sistema di gioco, tuttavia sembrerebbe possibile scegliere le nostre azioni semplicemente utilizzando le frecce direzionali del D-pad: azioni che cambieranno anche in base allo scenario intorno a noi. Nella prima scena di combattimento avremmo potuto decidere di colpire il nostro avversario, soffocarlo usando il suo stesso armamento oppure, più semplicemente, farlo cadere giù dallimpalcatura. Un sistema questo decisamente rischioso da applicare in un action: speriamo in una buona varietà di situazioni che permettano di evitare una certa ripetitività.
Le cinque giornate di Washington
Restando sempre in tema di gameplay, il buon Martinelli ha così sintetizzato il gameplay della sua ultima creatura: Run, Regroup, Resist, Retaliate (correre, raggrupparsi, resistere, compiere rappresaglie).
Enfatizzando infatti le limitate capacità del nostro buon manovale, la cosa migliore da fare sarà quella di pianificare le nostre mosse e non di andare allo sbaraglio contro tutto e tutti credendoci novelli Rambo. Ecco quindi spiegato il concetto di correre (scappare, ripararsi) e quello di resistere: studiare il campo di battaglia per trovare il miglior riparo, pianificare le nostre mosse, decidere quale arma sarà la migliore per intraprendere i nostri piani. A tal proposito è utile sottolineare come il nostro arsenale sia estremamente limitato in quanto potremo portare con noi solo unarma (almeno stando a quanto detto nella press conference); un aspetto questo che, pur non essendo affatto innovativo potrebbe garantire una buona varietà di situazioni anche a livello di rigiocabilità del titolo. Sempre restando in tema di armamento bellico, i ragazzi di Spark Unlimited hanno ben pensato, coerentemente alla trama, di apportare le giuste modifiche alle armi in uso nel secondo conflitto bellico, fermo restando ovviamente il livello scientifico del tempo: niente laser insomma (almeno per quel che abbiamo potuto visionare), ma ovvie modifiche ai vari mitragliatori e fucili a retrocarica già ammirati in altri contesti.
Non saremo però soli nella nostra guerriglia urbana: nelluniverso di Fall of Liberty infatti avremo la possibilità di unirci con gli altri cittadini americani nel disperato tentativo di resistere allinvasione nazista. Nessun dettaglio ci è però stato svelato in merito allinterazione che potremo avere con gli eventuali personaggi non giocanti.
Achtung player!
Dopo aver detto tanto (complici i loquaci programmatori del team) su trama e gameplay eccoci dunque arrivati a dover esprimere le nostre sensazioni su quel poco che ci è stato potuto visionare del reparto grafico. Il gioco è stato presentato alla stampa in uno stadio ancora piuttosto embrionale (per la precisione si tratta di una pre-alpha) e, nonostante i dieci minuti di demo non giocabile, le impressioni destate sono veramente poche. A fronte di un frame rate molto stabile faceva da contraltare una certa povertà di elementi grafici: pur infatti presentando una già discreta quantità di elementi architettonici su schermo (ed anche alcuni elementi di contorno come alberi, buche per le lettere e impalcature) lovvio stato arretrato di sviluppo metteva in luce una certa mancanza di alcuni effetti, sia sulle texture (anti aliasing su tutti) ,sia per quel che concerne fumo ed esplosioni. Per carità, dallintelaiatura vista cè tutto limpegno e la volontà di ricreare fedelmente gli scorci di quellamerica degli anni 50 che tanto hanno fatto sognare i nostri nonni e genitori, tuttavia aspettiamo di poter visionare (ed eventualmente tastare con mano) una build il più possibile vicina al prodotto finale per poter tastare il polso dei grafici del team.









