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L'industria dei videogiochi all'IVDC 09 [X360]

Giovedì 15 Ottobre 2009, 12:20

Si è chiusa alle 20:00 di venerdì 9 ottobre 2009, con grande soddisfazione di organizzatori e pubblico, la seconda edizione dell’Italian Videogame Developers Conference (www.ivdconf.it), primo e unico Congresso Nazionale dei Produttori italiani di videogiochi tenutosi all’interno dell’Aula Magna dell’Università IULM di Milano e promosso da AIOMI, l’Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive - Movimento per la Cultura del Videogioco (www.aiomi.it), con la collaborazione della Fondazione Università IULM.
La due giorni milanese, da quest’anno evento ufficiale del Gruppo di Filiera dei Produttori Italiani di Videogiochi in Assoknowledge, Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, ha tracciato un quadro molto completo, chiaro e positivo dell’industria italiana dei videogiochi, mostrando agli oltre 1.000 operatori intervenuti che, oltre a un florido mercato del valore di oltre 1,2 miliardi di euro di fatturato (dati AESVI/GfK), in Italia si sta sviluppando un segmento industriale destinato ad assumere un ruolo sempre più importante e decisivo nella creazione di un vero e proprio “made in Italy del videogioco”.
Questi i temi salienti della Conferenza:
- L’istruzione apre alle Opere Multimediali Interattive, come ha confermato il Prof Gianni Canova, direttore scientifico dell’Executive Master in Digital Entertainment Media Design e Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo dell’Università IULM nel suo saluto accademico, e come ha ribadito il Dott. Giuseppe Colosio, Direttore Scolastico Regionale per la Lombardia. Questa presa di coscienza è stata inoltre confermata da numerosi ospiti nazionali e internazionali intervenuti nel dibattito: la Prof.ssa Susan Gold della Full Sail University di Orlando, Florida, direttrice dell’IGDA Education SIG; il Dott. Matteo Bittanti, ricercatore dell’Università di Stanford, California; il Prof. Alberto Jacovoni, Direttore dell’Istituto Europeo di Design di Roma; il Prof. Fabrizio Vagliasindi, coordinatore didattico dell’Executive Master in Digital Entertainment Media Design dell’Università IULM.
- La creatività italiana raggiunge il successo anche nell’industria dei videogiochi, che ciò avvenga all’estero o in Italia. L’intervento di personalità illustri del settore come Andrea Pessino, fondatore in USA dello studio Ready At Dawn, o di Alessandro Taini, direttore artistico dello studio inglese Ninja Theory, già partner di Sony Computer Entertainment per il titolo internazionale Heavenly Sword, ha dimostrato come le migliori menti italiane siano dietro alcuni dei più grandi successi videoludici mondiali. Non meno interessanti e di rilievo gli interventi dei produttori di videogiochi rimasti ancorati all’Italia, tra cui Giovanni Caturano di SpinVector, Simone Bechini e Giacomo Giannella di Milestone, Riccardo Cangini di Artematica, Gian Marco Zanna di Ubisoft Milano, Fabio Viola di Digital Fun / Mobile Idea, Raoul Carbone di EVE Interactive Studios, Fabrizio Calì di Kalicanthus e Flavio Bortot di Dream Locker. L’intervento di Daniele Azara di Palzoun ha infine sottolineato quanto sia importante il ruolo di società intermedie tra editori e produttori che possano investire in opere di interesse finanziando i game developer italiani di maggiore talento.
- L’industria italiana dei videogiochi avvia il dialogo in vista di una più forte crescita: durante una fondamentale tavola rotonda, gli editori di videogiochi e i produttori di videogiochi italiani hanno cominciato a percorrere la via del confronto in vista del riconoscimento di obiettivi comuni da perseguire per far crescere il settore videoludico e rafforzare ulteriormente la percezione del Videogioco presso istituzioni e pubblico come mezzo di espressione artistica del pensiero e prodotto industriale di eccellenza. È stato inoltre ribadito quanto sia importante battersi per il rispetto e la diffusione del sistema di autoregolamentazione PEGI e per combattere la piaga della pirateria videoludica, che danneggia gravemente mercato e industria.
- AIOMI ha annunciato l’apertura entro fine 2010 del Museo Italiano del Videogioco. Il Museo, primo in Europa a essere permanente e dedicato esclusivamente ai videogiochi, sorgerà a Roma nei pressi del centro storico, con il supporto ufficiale del Comune e su una superficie 1.000 metri quadrati. Il Museo, che sarà diretto da Marco Accordi Rickards, Presidente di AIOMI, avrà come Curatore Bonaventura Di Bello, pioniere dell’industria e dell’editoria del Videogioco in Italia.
- Ian Livingstone, Presidente a vita di Eidos e leggenda vivente dell’industria mondiale del gioco e del videogioco, ha tenuto una conferenza sul noto marchio Tomb Raider e sulla gestione di un personaggio iconico quale quello di Lara Croft, vera e propria incarnazione contemporanea del videogame.
- Arte e videogiochi: un connubio inscindibile. Un terzetto di strepitosi interventi internazionali ha delineato quanto sia importante l’apporto artistico all’interno dei moderni videogiochi: hanno parlato Fredrik Johnsson (Nuovo gioco basato sulla serie Jason Bourne per Starbreeze), Alessandro Taini (Heavenly Sword per Ninja Theory) e Mattias Högvall (Tom Clancy’s Rainbow Six: Vegas per Ubisoft). Debora Ferrari e Luca Traini di Fabbrica Arte hanno inoltre presentato la mostra d’arte videoludica The Art of Games di Aosta, della quale proprio Mattias Högvall è Direttore Artistico.
- La crescente importanza del mercato online e mobile. Questo tema, reso sempre più attuale da nuove piattaforme quali i social network e l’iPhone di Apple, è stato affrontato con grande approfondimento all’interno dell’IVDC grazie alla tavola rotonda “Il Mobile Gaming diventa mass market” moderata da Fabio Viola (Mobile Idea) e agli interventi “Lo sviluppo di giochi online massivi in Italia” di Fabrizio Calì (Kalicanthus), “Cambiamenti nell’industria dei videogiochi: modello Free-to-play contro modello A pagamento” di Carsten Van Husen (Gameforge) e “DOFUS 2.0: un progetto innovativo che coniuga videogiochi, mondi virtuali e cartoni animati” di Cedric Gerard, Antonin Gagelin e Silvia Mandrioli (Ankama).
- I videogiochi contribuiscono allo sviluppo del territorio, nella sua accezione di ambiente urbano ma anche in quella di professionalità che lo vivono. Testimonianze di questo stimolante ed emergente ruolo del medium videoludico sono state l'intervento del Dott. Augusto Pirovano di Studio Bard con la presentazione del progetto Critical City, primo social network che tratta i temi della di trasformazione urbana in modo ludico e che avrà uno spazio anche in occasione di Expo 2015, e quello del Prof. Fabrizio Vagliasindi sul tema della formazione professionale nel settore del Digital Entertainment. Se da un lato, infatti, Critical City dimostra come un social network può sfruttare le potenzialità relazionali del virtuale mettendole al servizio del mondo reale con interventi creativi sul territorio, dall'altro si profilano sempre più risposte occupazionali, avanzate dagli istituti accademici, per i professionisti che proprio sul campo del virtuale agiscono e sviluppano declinazioni creative e innovative delle opere multimediali interattive, ai fini di un'azione consapevole delle stesse all'interno della società reale.
- Lo stato attuale dell’editoria specializzata e le sue prospettive future. Ad affrontare il tema di panorami e prospettive della stampa specializzata videoludica è stata una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di alcune delle principali testate giornalistiche di videogiochi.
- La scena indipendente e la sua importanza. Non esistono solo videogiochi plurimilionari, ma anche esperimenti che nascono dal basso e che, più che su potenti motori grafici, si basano sulle idee, sulla creatività e sull’originalità. Si tratta dei cosiddetti “giochi indie”, sviluppati anche in Italia da piccoli team di giovani appassionati. Durante l’IVDC 2009, Vincenzo Lettera, fondatore e direttore del portale IndieVault di AIOMI (www.indievault.it), ha dato voce a questo emergente movimento presentando due opere di eccezionale qualità: Naumachia: Space Warfare di AureaSection e Zombiedog di MoonLoop.
- Altre tematiche di interesse sono state l’intervento di Mike Montgomery (ex Bitmap Brothers) e Simon Prytherch (Lightning Fish) su come rendere un videogioco appetibile per un non-giocatore, il seminario tecnico di programmazione di Arturo Montieri per conto di Game Programming Italia di Daniele Vergini, da 10 anni la risorsa online numero uno in Italia per i developer indipendenti, la conferenza di James Roadley-Battin (Gusto) su come realizzare un videogioco per National Geographic valorizzando un incredibile archivio culturale e infine lo speech di Eddiemae Jukes e Kate Pietrelli (TriplePoint) e di Luca Monticelli (Luca Monticelli Communications Marketing) su come gestire le pubbliche relazioni in Italia e in USA per conto di uno studio di game developer.

L'Italian Videogame Developers Conference 2009 è stata un successo non solo per chi l’ha organizzata, ma per l’intera industria dei videogiochi italiana”, ha dichiarato Marco Accordi Rickards, Presidente di AIOMI e chairman della Conferenza. “Il Videogioco ha finalmente una sede autorevole e prestigiosa per tenere i suoi Stati Generali e questo è un segnale della massima importanza per il settore ma anche per le Istituzioni”.
L'Università IULM, da sempre attenta ai temi dell'innovazione e della tecnologia anche in prospettiva occupazionale, è lieta di aver ospitato il primo Congresso degli Sviluppatori Italiani di Videogiochi, organizzato da AIOMI e summit ufficiale della Filiera dei Produttori di Videogiochi Italiani di Confindustria”, ha affermato Giovanni Puglisi, Magnifico Rettore dell'Università IULM e Presidente della Fondazione Università IULM.

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