Punteggio7.5/10 |
Introduzione
Con colpevole ritardo approda su 360 uno degli fps più riusciti degli ultimi anni. I Monolith, già noti per lo splendido Condemned, finalmente ci permettono di provare il titolo che li ha portati alle luci della ribalta.
Bisogna premettere che nonostante sia trascorso più di un anno dalla sua pubblicazione per PC, F.E.A.R. riesce ancora a dire la sua nellaffollatissimo panorama del genere.
Ovviamente il tempo trascorso si nota, specialmente nel comparto tecnico; nonostante ciò il titolo in questione riesce ancora a farsi giocare divertendo come un tempo, distinguendosi sia per limplementazione di una IA fra le più riuscite, sia per la trama atipica per il genere, dalle forti connotazioni horror.
F.E.A.R. - Un Fps moderno
Come Fps F.E.A.R. si comporta in maniera egregia. La sua caratteristica principale è quella di offrire unintelligenza artificiale particolarmente sviluppata. Gli avversari presenti nel gioco reagiscono in maniera credibile alle stimolazioni sensoriali, ad esempio indagando nel caso avvertano rumori sospetti o intravedano il bagliore della torcia usata dal nostro avatar. Questo aspetto rende l esplorazione dellambiente di gioco un operazione da effettuare con cautela e circospezione, per non cadere in facili imboscate.
E durante i combattimenti, però, che il gioco offre il meglio di sé. Le pattuglie di soldati nelle quali ci si imbatte non si offrono mai come un semplice bersaglio alla nostra mira. I soldati nemici tendono a sfruttare ogni riparo offerto dallambiente per proteggersi, variando la loro posizione ed il loro schema comportamentale per adattarsi ad ogni situazione. Tattiche coordinate di accerchiamento, supporto e copertura vengono applicate con precisione militare dai nostri oppositori. Ogni scontro a fuoco nel mondo creato da Monolith è un esperienza sempre diversa ed interessante, in quanto ogni rischio di ripetitività viene scongiurato.
A rendere lesperienza più gratificante, contribuisce in modo significativo il vasto arsenale messo a disposizione dagli sviluppatori. Pistole, mitragliette, bombe di varia natura, fucili di precisione, e molto altro ancora, costituiscono il materiale che si ha disposizione per affrontare le insidie del gioco. In ossequio al lavoro svolto per l IA, anche questo aspetto risulta particolarmente curato: ogni arma, se utilizzata nel giusto modo, renderà più o meno facile la vostra sopravvivenza nella situazione precipua. Il munizionamento segue il collaudato schema della raccolta dagli inerti cadaveri, ma spesso vi sono luoghi sicuri nei quali si può rimpinguare la propria dotazione.
Da segnalare anche la varietà di nemici. Senza rovinare la sorpresa a nessuno ci limiteremo a dire che ai normali soldati si aggiungeranno, nel prosieguo della storia, elementi più temibili come soldati dotati di corazza ed altri alla guida di esoscheletri meccanici. Tutto questo giusto per completare il discorso sulla varietà delle situazioni.
A questo dobbiamo aggiungere la possibilità di intervenire sul normale scorrere del tempo. Il nostro eroe infatti, è dotato di poteri che gli permettono di rallentare lazione. Il tutto funziona in maniera similare a quanto offerto dal vetusto Max Payne; anche noi possiamo attivare una sorta di bullet time, che ci permetterà di muoverci al rallentatore (sempre a velocità superiore rispetto ai nemici) .
Questa interessante feature però si rivela fin troppo utile e "comoda", andando squilibrare la normale difficoltà degli scontri in nostro favore. Niente di eccessivamente deleterio, anche se rimane la spiacevole sensazione di aver sempre una via di uscita, che ci permetta di sfangarla in situazioni troppo rischiose. Forse un pizzico di limitazioni in più avrebbero giovato a quest' aspetto del gameplay.
Per il resto F.E.A.R. si rivela un ottimo prodotto; chiaro che dopo tutto il tempo passato alcuni aspetti non riescano più a impressionare come all epoca della sua release. Ed è il caso, ad esempio, del level design, che appare quanto mai canonico, visto che le ambientazioni proposte dal gioco sono state sfruttate a più riprese da altri prodotti simili. Anche se F.E.A.R., in virtù della sua storia particolare, riesce a non apparire troppo banale neanche in questo ambito.
La trama come elemento di rottura
F.E.A.R. si rivela un titolo molto particolare, poggiando su una trama inedita per uno sparatutto. La sua peculiarità sta nello sfruttare una sceneggiatura dalle tinte horror. Il gioco parte da una premessa banale: come membro dellunità delite F.E.A.R (First Encounter Assault Recon), siete incaricato di fermare il losco Paxton Fettel ed il suo esercito di soldati replicanti.
Fin qui nulla di particolarmente nuovo. Le cose cambiano presto alla comparsa di una bambina (Alma) dotata di poteri psichici, che le permettono di provocare visioni e di incendiare le cose (o le persone).
Da qui in poi le cose si fanno decisamente interessanti: scoprirete la causa dei vostri poteri, la loro origine e la loro natura. Il canovaccio della trama risulta ben scritto, anche se sfrutta in maniera marcata gli stilemi della cinematografia di riferimento.
Ancora più interessante è la sceneggiatura che ci spiega la storia, e le sue implicazioni sul gameplay. Se infatti risulta prevedibile luso dei flashback ai fini della narrazione, assai più intriganti appaiono le scene in game durante le quali si hanno manifestazioni sopranaturali.
Mentre percorrete un corridoio, le luci cominciano ad abbassarsi fino a spegnersi; circondati dal buio accendete la torcia, e nel girarvi vi appare la demoniaca Alma. Per quanto lo schema tenda a ripetersi, l'effetto "colpo al cuore" è garantito da una discreta varietà di manifestazioni paranormali: visioni, cavi elettrici che prendono vita, mattonelle che cominceranno a vorticare per la stanza, e così via.
Il risultato è un gioco dalla forte atmosfera, ricco di pathos. Non è tanto la forma in cui vengono proposti questi momenti (che risultano abbastanza scontati), quanto la loro dislocazione all'interno del gioco. Anche il design delle location volutamente spoglie ed asettiche, contribuisce a creare un effetto decisamente straniante. Lassociazione di elementi così diversi riesce ancora oggi a risultare gradevole, per quanto non più stupefacente.
Il comparto tecnico
Laspetto nel quale F.E.A.R. risulta più penalizzato è proprio quello tecnico. Se infatti alla sua uscita il gioco lasciò basiti per la sua qualità grafica, giocoforza oggi non può avere lo stesso effetto. Le animazioni ottenute con la tecnica del ragdoll, le superfici rivestite da strati di normal e bump mapping, gli effetti di blur, ed altro, ormai risultano superati.
Il mondo di F.E.A.R. oggi appare alquanto scialbo. Le texture che ricoprono le varie location risultano povere in dettaglio e scadenti in definizione. I personaggi animati mediante luso della tecnica ragdoll (il Ragdoll è quello scheletro formato da punti di articolazione su cui vengono costruiti i singoli modelli che poi ritroverete nel gioco), sono spesso vittima di morti assai innaturali: vi capiterà di imbattervi in cadaveri posizionati nelle pose più curiose.
Il motore Havok, responsabile della fisica realistica del gioco, trova un applicazione assai modesta rispetto agli standard attuali; di fatto viene chiamato in causa per oggetti di dimensioni trascurabili. Infine effetti come il blur o lilluminazione dinamica non stupiscono più di tanto, lasciando il tempo che trovano. Certo tutto si muove in maniera assai fluida, senza cali di frame rate e rallentamenti di sorta, ma viste le potenzialità della macchina su cui gira, una prestazione del genere è il minimo che è lecito attendersi. Una doverosa precisazione va fatta per il sonoro: il doppiaggio è uno dei più scadenti mai ascoltati nella seppur breve storia del 360, caratterizzato da un livello di recitazione assai modesto; discorso inverso per le musiche che riescono a sottolineare in modo perfetto l'atmosfera del gioco.
Tra storia ed attualità
F.E.A.R. è quindi un prodotto dalle indubbie qualità, tuttavia il gioco non è esente da difetti. Oltre al bullet time che rischia di rovinare un'esperienza per il resto ottima -una vera spina nel fianco nell' abbassare quanto di buono il gioco ha da offrire alla voce giocabilità e sfida- vi sono altri piccoli difetti che impediscono al titolo in questione di entrare nellolimpo dei grandi. Innanzitutto dobbiamo citare la longevità piuttosto limitata: in una decina di ore (a livello normal) si può giungere alla fine senza troppi patemi; poi non si può non notare che alcuni elementi andavano aggiornati e limati per essere adattati agli standard attuali. La struttura da Fps è notevole, ma manca di quelle innovazioni strutturali portate da altri titoli. FEAR tocca vette qualitative decisamente notevoli soltanto nella sue meccaniche "standard".
Gli elementi horror presenti nella trama sono assai intriganti, ma peccano in originalità: Alma fa sicuramente paura, ma possibile che venga copiata in maniera così lapalissiana dalla bimba di The Ring? Discorso analogo per altre prevedibili situazioni.
F.E.A.R. rimane un prodotto più che discreto, tuttavia se paragonato ad altri titoli della stessa categoria non riesce ad imporsi. Consigliato se cercate un Fps classico e senza le pretese di rivoluzionare il genere; se di contro cercate lo Shooter "definitivo", dovrete orientarvi verso altre proposte.
F.E.A.R. č indubbiamente un buon titolo, divertente e dalle meccaniche ben rodate; rimane un mistero la scelta di rilasciarlo sul mercato cosė in ritardo. Scelta che paga dazio nel confronto con Fps pių completi ed al passo coi tempi come G.R.A.W. e Call of Duty 3; o con prodotti pių innovativi ed originali come Condemned. Un gioco decisamente ben fatto: non la killer application che ci si attendeva, ma sicuramente un titolo pių che valido.