Punteggio9.3/10 |
Pro:+ Velocissimo, adrenalinico, frenetico!+ Grafica ottima + Supporto a Xbox Live + Sonoro d'alto livello + Importanti novità rispetto al prequel |
Contro:- Gli amanti della simulazione ne stiano alla larga...- Crea dipendenza |
Negli ultimi anni pare essere scoppiata la moda dei racing game, sempre più numerosi sul mercato videoludico, al punto che il genere sembra aver perso quello smalto che qualche tempo addietro gli si poteva certamente attribuire. In tempi recenti la tendenza appare essere quella di creare prodotti estremamente simulativi, e pertanto sovente frustranti e il cui apprendimento risulta difficoltoso (ma innegabile è lappagamento che deriva dal corretto apprendimento della meccanica del gioco), o, viceversa, volutamente arcade e poco realistici, più leggeri e capaci di divertire sin dallinizio. Burnout 3, ultima fatica di Electronic Arts, appartiene sicuramente a questultima categoria e, come i predecessori, pare in grado di dare sfogo a tutti gli automobilisti stressati dal traffico delle grandi città
Se tre è il numero perfetto
Il primo Burnout, rilasciato nellormai lontano 2001, fu uno dei pochi titoli dellera videoludica contemporanea a sfidare Gran Turismo al tempo indiscusso re del genere proponendo un approccio completamente diverso da quello del titolo Polyphony Digital: a farla da padrone erano uno stile di guida arcade dannatamente coinvolgente ed un senso di velocità fuori dal comune che, non di rado, portavano alloriginarsi di spettacolosi incidenti stradali. Così belli da vedere che, in Burnout 2: Point of Impact, venne appositamente introdotta una simpatica, divertente modalità denominata Crash, nella quale lunico obiettivo perseguibile era scatenare la maggior quantità di danni possibile.
Con Burnout 3, Criterion Games ha cercato di non dare vita al solito minestrone riscaldato e, per nostra fortuna, sembra essere riuscita nel proprio intento.
Takedown
Questo nuovo capitolo offre una buona quantità di modalità di gioco, che garantiscono una notevole varietà: lopzione principe è il World Tour, ma non mancano lEvento Singolo, il Multigiocatore e la voce Xbox Live, con queste ultime due che rivestono un ruolo fondamentale nella struttura del prodotto.
Nel dettaglio va detto che la modalità principale, come suggerisce il nome stesso, ci permette di esplorare diversi "continenti" (Europa, Asia, Stati Uniti) per partecipare ad uno spropositato numero di competizioni di vario genere: si va dalla più tradizionale Gara allo Schianto, passando per la Furia Stradale e lAttacco al Tempo, senza scordare l'Evento Eliminatore, con uneterogeneità di scopi raggiungibili davvero invidiabile; chiaramente, per proseguire nel gioco, sarà necessario vincere le medaglie, il cui valore (d'oro, d'argento o di bronzo) dipenderà dalla prestazione fornita.
Ma la vera, più rilevante novità di Burnout 3 è il cosiddetto Takedown, che inoltre dona il nome al sottotitolo del gioco. Grazie ad esso, quando manderemo fuori strada un avversario o lo metteremo in condizione di non continuare la gara, riceveremo dei punti bonus e riempiremo la barra del boost, con lulteriore possibilità di aumentarne la capacità; viceversa, se saremo noi la vittima di un Takedown, oltre a dover sospendere magari solo momentaneamente la corsa, la barra del turbo subirà un drastico svuotamento. Nulla di cui preoccuparsi, comunque, poiché fondamentalmente sarà sufficiente ricominciare a guidare correndo una certa dose di rischi, per guadagnare dei bonus. Fra le follie che Burnout consente e contempla, si annoverano la guida contromano, lo sfioramento di altre auto, il prendere la scia degli avversari, nonché il partecipare ad avvincenti duelli con le auto rivali (!), a suon di sportellate.
Altra nuova caratteristica presente nel nuovo capitolo della serie è il tempo di impatto, che consiste in unazione rallentata attivabile in seguito ad un incidente e che dà modo di controllare lauto aggiustandone lievemente la traiettoria al rallentatore, appunto , in maniera tale da riuscire magari a mettere in difficoltà qualche avversario. Assolutamente lodevole il tentativo degli sviluppatori, ingegnatisi al fine di aumentare drasticamente linterazione ed il coinvolgimento, e riuscitici in pieno. E poi, diciamola tutta, un po di slow motion ogni tanto ci vuole, poiché sovente nel corso del gioco si raggiungeranno velocità ben superiori ai trecento chilometri orari, con una percezione di velocità semplicemente incredibile: Burnout 3 è senzaltro sconsigliabile a tutti i deboli di cuore!
Le nuove peculiarità non terminano qui, poiché va citato il crashbreaker, funzione disponibile nella modalità Schianto che ci dà lopportunità di far esplodere il nostro bolide, seppur solo al termine dellincidente e soltanto dopo che un certo numero di veicoli siano stati coinvolti nel medesimo. Lungo il tracciato capiterà tuttavia di trovare determinati power-up per sfruttare tale bonus, che si dimostra uno degli aspetti più accattivanti dellopera di Criterion. Grazie allimplementazione di questa novità, la modalità Schianto suscita più interesse rispetto a quella giocata nel prequel, e diviene notevolmente più appassionante: in generale, comunque, limpressione è che sia più vasta e migliorata in ogni parte. Fra laltro, non si verifica più quella fastidiosa, improvvisa interruzione dellazione che in Point of Impact ci faceva perdere una notevole quantità di punti; in Burnout 3: Takedown lincidente prosegue per un lasso di tempo maggiore, senza dubbio ideale, tale da far sì che ne rimangano trascinati ancora più autoveicoli.
Finora non abbiamo ancora analizzato in maniera dettagliata quella che può essere ragionevolmente definita come una delle modalità meglio riuscite del gioco, ossia la Furia Stradale (che, inoltre, è una novità assoluta). In essa, lobiettivo è totalizzare quanti più Takedown possibili, mettendo fuori uso le auto avversarie: ma è dobbligo prestare una certa attenzione, dato che lIA è di pregevole fattura, e i veicoli controllati dalla CPU si riveleranno allaltezza. Dovremo a nostra volta cercare di schivare le collisioni non di rado inevitabili, ahinoi -, anche in virtù della possibilità di dover abbandonare la gara, successivamente ad uno scontro fatale.
Dedicando qualche riga di testo ai difetti del gameplay (il pelo nelluovo va sempre ricercato, perlomeno da parte dei recensori), va detto che alcuni incidenti risultano pressochè inevitabili e che ciò può portare ad un senso di frustrazione, ma si tratta di eventi sporadici ed isolati; altra scelta operata dagli sviluppatori che non potrebbe piacere è, avvenuto un incidente anche con conseguenze notevoli, limmediato rientro in pista. Ma ricordiamoci che abbiamo a che fare con un arcade puro: caratteristiche di questo tipo, in un gioco del genere, possono (e, forse, devono) starci tranquillamente. Ciononostante, come sè accennato poc'anzi, può capitare di distruggere totalmente il bolide, al punto tale da dover riavviare la partita.
Multiplayer e Xbox Live
La funzione multigiocatore è la classica ciliegina sulla torta, forte del supporto a Xbox Live e di unopzione splitscreen che adempie alla grande al proprio dovere. In rete, fino ad otto utenti possono sfidarsi, benché quando si tratta di disputare una gara in contemporanea il numero di contendenti scenda a sei; sulla stessa console, invece, un massimo di due persone possono gareggiare a schermo diviso (insieme ad altri quattro avversari controllati dallIA), sempre tenendo conto del fatto che alla modalità Crash Party (affrontata in sessioni separate) possono partecipare otto giocatori. Per quanto concerne nel dettaglio questultima opzione, è in pratica lequivalente dello Schianto, con la differenza che vi partecipano due squadre e vengono sommati i punteggi di ciascun utente; segnaliamo anche la Furia Stradale che, in multigiocatore, viene a sua volta disputata da due fazioni opposte.
In definitiva, ci sentiamo di promuovere lopzione multiplayer in tutte le sue varianti, con una particolare nota di merito per lonline (nonostante gli inconvenienti di qualche giorno fa, con il blocco dei server da parte di EA): Xbox Live è sfruttato in maniera egregia dal titolo di Criterion Games, e colpisce positivamente la fluidità dellazione, pressochè inalterata, con un lag che si avverte solo di rado.
Aspetto tecnico
Venendo allesame del fattore visivo, non si può che rimanere stupefatti dallincredibile mole di poligoni su schermo e dalla velocità impressionante alla quale tutto quanto ci è intorno scorra. Il senso di velocità è senza ombra di dubbio laspetto che colpisce maggiormente, cui saccompagnano un framerate costantemente elevato ed alcuni effetti speciali, fra tutti il motion blur.
Sono degni di lode pure gli incidenti che, grazie al sistema particellare che gestisce le collisioni, appaiono tra i migliori mai visti in un videogioco: le auto si distruggono in mille pezzi ed ogni loro parte costituente è danneggiabile. Si potranno ammirare quasi contemporaneamente altresì le esplosioni, innegabilmente ben realizzate anchesse. Per quanto riguarda i modelli tridimensionali delle vetture, sebbene non siano in assoluto tra i più dettagliati, si dimostrano esteticamente apprezzabili, grazie pure ai riflessi del paesaggio circostante che vengono accuratamente proiettati sulla carrozzeria.
Segnaliamo infine che la versione Xbox risulta la migliore dal punto di vista grafico, in grado di vincere a mani basse il confronto con la controparte per PlayStation2, sebbene le differenze non siano così evidenti come si potrebbe pensare.
Sonoro
Il comparto audio si difende egregiamente, per merito delle quarantaquattro tracce indie rock, pop e punk che compongono la colonna sonora, cui si possono comunque sostituire quelle facenti parte della playlist personalizzata. Gli effetti ambientali sono nella norma, mentre merita una menzione la voce (italiana) dellannunciatore, la quale vi introdurrà al mondo di Burnout ed alla sua folle filosofia.
Garantito il supporto per il Dolby Digital 5.1.
Longevità
Non ci si pongano quesiti o problemi di sorta: Burnout 3: Takedown savvale di una longevità elevatissima, contraddistinguendosi anzi per lalto numero di sfide da portare a termine (173), nonché per la quantità di auto da sbloccare (67) con lacquisizione di punti bonus. Se a ciò aggiungiamo la modalità multiplayer, diviene scontato argomentare ulteriormente su quanto duri lintrattenimento offerto dal prodotto di Criterion Games.
Si è fatto attendere, ma ha ripagato pienamente le rosee aspettative che gli si erano create attorno. Burnout 3, ultimo esponente di una serie acclamata da critica e pubblico, s’è dimostrato alla resa dei conti forse anche migliore di quanto lo si potesse immaginare. Non servono altre parole per meglio definire quello che può essere universalmente riconosciuto come un capolavoro videoludico, tecnicamente eccelso e capace di divertire quanto e più dei predecessori. Takedown racchiude in sé tutta l’essenza della velocità, fa vivere momenti adrenalinici e carichi di tensione: un’esperienza immancabile per qualsiasi videogiocatore che si rispetti. Da avere!