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Grand Theft Auto: San Andreas

Recensione
Piattaforma:
XBOX
Editore:
Take 2
Sviluppatore:
Rockstar Games
Data di rilascio:
10 - 06 - 2005
Genere:
Azione
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Grand Theft Auto: San Andreas

Punteggio

9.5/10

Grand Theft Auto: San Andreas

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L’utenza Xbox e PC ha dovuto pazientemente aspettare, ma finalmente può godersi la seconda più grande esclusiva Sony dopo Pro Evolution Soccer 4 e nella sua forma migliore. San Andreas è sicuramente una delle uscite estive più stuzzicanti, un appuntamento impedibile per i neofiti, ma anche un’occasione per tornare sulle strade malfamate di Los Santos.



Il ritorno di Carl


Di San Andreas sapete praticamente tutto, ma per chi fosse tornato oggi da Marte è obbligatorio un breve riepilogo. Il protagonista della vicenda è un teppistello di colore, Carl Johnson, fuggito dal suo malfamato quartiere per cercare un’effimera redenzione. Ma per i tipi come lui non c’è speranza di una vita normale, ed il ritorno all’ovile è praticamente scontato.
Ma niente è più come prima. La scoperta dell’uccisione della madre, la persecuzione da parte di poliziotti corrotti ed i rapporti sanguinari tra le bande cittadine fanno presto capire a Carl che il suo destino è inevitabilmente segnato. Ovviamente nostro sarà il compito di scoprire i responsabili dell’assassinio, riportare l’ordine sulle strade e, non ultimo, diventare i padroni del mondo! Per chi avesse giocato i precedenti episodi della saga, capirà subito che si tratta di un flebile plot per giustificare l’ennesima, gigantesca trama di missioni finalizzate al processo di evoluzione del protagonista. Lo scenario ricalca il periodo dei primi anni 90, con un' adeguata rappresentazione visiva e sonora delle mode dei tempi. L’inizio è spiazzante, ed i veterani sapranno già cosa aspettarsi: un mondo simulato dalla vastità stupefacente, dominato da complesse routine comportamentali e fisiche. Strade e costruzioni brulicano di una popolazione incredibilmente diversificata, pronta a reagire in maniera sempre diversa all’interazione del giocatore. Sempre più impressionante risulta poi la casualità di certi eventi, non è raro assistere ad incidenti estranei all’azione del protagonista, elementi che contribuiscono alla sensazione di interagire in un vero microuniverso virtuale.


Come un rpg


Il fulcro del gioco rimane sempre quello di rubare vetture di ogni genere per conseguire gli obiettivi suggeriti dalla cpu, raggiungere i luoghi prestabiliti, risolvere incolumi la missione, sopravvivere al rigido sistema marziale del gioco. Sembra un meccanismo fin troppo semplice, ma è il modo in cui Rockstar riesce a levigarlo a fare la differenza. San Andreas non stravolge la formula vincente dei predecessori, ma procede per accumulo amplificando l’esperienza con una serie infinita di aggiunte, tutte incredibilmente godibili.
L’implementazione più vistosa è quella di un sistema vagamente ispirato agli rpg, il personaggio presenta infatti dei valori il cui sviluppo ha incidenza sull’interazione con l’ambiente, e di conseguenza le missioni da affrontare. Giusto per fare un esempio, per soddisfare le esigenze alimentari di Carl occorrerà farlo mangiare, ma un’alimentazione eccessiva lo farà ingrassare a dismisura, compromettendo la sua capacità di correre velocemente. Oppure adeguate sessioni di palestra lo renderanno più muscoloso e prestante... Si può fare veramente di tutto: acquistare vestiti nei centri commerciali, andare dal barbiere, riempirsi il corpo di tatuaggi. Dopo già poche ore di gioco l’aspetto del personaggio può cambiare in maniera radicale, inutile aggiungere che è possibile arrivare ad eccessi esilaranti, con tanto di catene dorate al collo, capigliature strambe e quant’altro la nostra fantasia possa suggerire.

In città sono io la legge!


La quantità di cose da fare è sconfinata, la mappa esplorabile ancora più vasta, comprensiva tra l’altro di aree esterne alle città particolarmente evocative, come il canyon o la campagna. Proprio per moderare il disorientamento, i programmatori hanno limitato inizialmente la deambulazione tra le tre città principali, caratteristica peraltro già presente nei precedenti episodi. Ed è un peccato, poiché è proprio nelle locazioni sbloccabili a gioco avanzato (memorabile Las Venturas) che San Andreas mostra le sue reali potenzialità.
Nulla impedisce ad ogni modo di scorrazzare liberamente per la città, divergendo dalla linearità delle missioni in maniera clamorosa, San Andreas amplifica ai massimi livelli questa possibilità, stuzzicando la curiosità del giocatore come nessun altro titolo nel genere. E’ possibile cimentarsi in minigiochi di ogni tipo, ritrovarsi coinvolti in esilaranti gare di ballo (con tanto di controlli derivat dai rythm game), guidare elicotteri, gettarsi col paracadute… Non c’è limite alle cose da fare nel capolavoro Rockstar. Il divertimento è garantito, nonostante l’elevatissima violenza presente nel gioco non mancherà di suscitare polemiche. Anche se stemperata da uno stile volutamente grottesco e caricaturale, l’indole sovversiva e provocatoria tipica della saga è sempre presente, l’azione criminale suggerita con compiaciuto orgoglio, tanto che i più sensibili potrebbero rimanere turbati da certe situazioni.

L'evoluzione


Tecnicamente la versione Xbox gode di una serie di miglioramenti grafici non evidentissimi, ma rilevabili se confrontati con la controparte PS2. Innanzitutto una pulizia d’immagine migliore, texture più definite, draw-in sensibilmente ridotto, quest’ultimo avvertibile nelle sezioni più critiche della versione per la console Sony, ed un utile instant replay delle azioni più spettacolari. Sicuramente ci aspettavamo qualcosina di più da un hardware superiore come quello Microsoft, anche se la grafica non rappresenta certo il pregio maggiore di GTA.
Segnaliamo anche il supporto alla soundtrack personalizzata, tra le radio disponibili si potrà scegliere quella dell’utente, che suonerà i brani presenti nell’hd, con tanto di intermezzi dello speaker. C’è da dire che la qualità della colonna sonora fa passare questa possibilità in secondo piano, ma è un’aggiunta sempre gradita. I controlli sono stati rimappati sulle possibilità del pad s, con buoni risultati. Ottima l’idea di associare l’accelerazione delle vetture al grilletto analogico, anche se risulta meno funzionale nella guida aerea. Migliorato anche il sistema di puntamento, sovente confusionario sulla versione PS2. Assente il supporto Live, d’altronde superfluo in un titolo prettamente single player.

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