Punteggio9 su 10/10 |
Inutile negarlo. Il passaggio di testimone da BioWare (impegnata sul promettente Jade Empire) al pur rispettabilissimo team di Obsidian per quanto riguarda lo sviluppo di KOTOR II ha sicuramente influito sullhype accumulata dal seguito del miglior RPG dellanno 2003. Proprio in virtù di questo prestigioso titolo conquistato dal prodotto Lucasarts, sarebbe stato lecito aspettarsi unattesa più fremente per questo sequel, cosa che invece non è avvenuta. Il discorso più comune ruotava sul fatto che, nonostante lottimo curriculum di Obsidian, sarebbe stato comunque assai difficile bissare un successo così completo come quello del primo episodio. E invece
Tanto tempo fa (ma cinque anni più tardi) in una galassia lontana, lontana
Ambientato cinque anni dopo i fatti narrati nel primo episodio, KOTOR II mette il giocatore nei panni di quello che sembra lultimo Jedi rimasto in vita nella galassia dopo la guerra civile scatenata da Revan e Malak. Mandato in esilio dallOrdine dei Jedi per aver preso parte alla battaglia nonostante lesplicito divieto del Consiglio, il nostro alter ego si trova braccato dalle forze malvagie dei Sith, che lo vedono come lultimo ostacolo ai propri desideri di conquista. Senza rivelare altro dellottimo storyline del prodotto Lucasarts, preme in questa sede sottolineare il diverso stato nel quale il protagonista principale viene affidato ai comandi dellutente rispetto al primo KOTOR: a differenza di quanto accadeva nel prequel, infatti, qui leroe del gioco è uno Jedi a tutti gli effetti, capace quindi di poter fare uso della Forza sin dalle primissime battute. Oltre agli evidenti vantaggi del caso, una simile scelta di gameplay riflette un po lo spirito che pervade lintera produzione Obsidian, caratterizzata da una profondità ludica indubbiamente superiore a quella, pur notevole, dello scorso episodio. Ma andiamo con ordine. Anzitutto, è interessante notare come il fattore di crescita del personaggio non risenta assolutamente del fatto che il protagonista sia uno Jedi: in quanto esiliato, il nostro eroe non è più legato alla Forza come lo era un tempo, ed in termini strettamente materiali, non possiede nemmeno più una lightsaber, confiscatagli dallOrdine. Spetterà di conseguenza allutente il compito di modellare e fare evolvere il proprio alter ego secondo le proprie esigenze e inclinazioni. Le tre classi di appartenenza selezionabili nella fase di creazione del personaggio (Guardian, Consular e Sentinel) sono rimaste immutate, mentre va segnalata laggiunta di una serie di ben 6 specialità, denominate Prestige Classes (Jedi Weapon Master, Jedi Master, Jedi Watchman, Sith Marauder, Sith Lord, Sith Assassin), con le quali il giocatore potrà rapportarsi più avanti nel gioco, aumentando così il livello di personalizzazione delle caratteristiche del proprio Jedi. Caratteristiche esaltante di KOTOR che ritorna qui in una veste ancora più convincente è la maniera nella quale il look e le caratteristiche del proprio personaggio, nonché lintero storyline, vengano influenzati dallinclinazione dellutente verso il lato positivo o negativo della Forza. Le azioni compiute dal giocatore, le quest che accetta di affrontare e le sue risposte nei dialoghi portano allacquisizione di Light o Dark Points, la cui accumulazione ha effetti più che significativi sul prosieguo dellavventura. Oltre ad elementi quali laspetto del protagonista, il modo col quale verrà trattato dagli NPC e i Force Powers utilizzabili (le magie del gioco, se di allineamento opposto a quello del protagonista, richiedono un maggiore dispendio di Forza), percorrere la via della luce o delloscurità influisce ancor più sensibilmente di quanto visto nel prequel sullandamento dello storyline, al punto da rendere assolutamente consigliabile limpresa di affrontare il titolo due volte, scegliendo i poli opposti della Forza. E non è tutto. In KOTOR II anche i membri del proprio party tenderanno ad evolversi a seconda dellallineamento selezionato, e a dimostrarsi più o meno compatibili con lutente in relazione alle risposte da questo fornite durante i dialoghi. Personaggi più positivi pretenderanno quindi di essere trattati con lealtà e rispetto, mentre altri meno nobili apprezzeranno di più atteggiamenti sprezzanti ed egocentrici, ammonendo spesso il giocatore in merito ad atti di bontà. Oltre ad una maggiore profondità in termini strettamente ludici, comunque, KOTOR II offre anche un migliore tratteggio dei membri del proprio party e dello storyline in generale: compagni di viaggio dalle personalità più definite accompagneranno lutente in unavventura dalla trama probabilmente più avvincente e ricca di risvolti rispetto al prequel, sebbene non avulsa da alcuni buchi e da espedienti narrativi discutibili, in special modo verso la fine. I fan del primo episodio, poi, non potranno non rimanere piacevolmente colpiti dal ritorno in scena di alcuni tra i personaggi del precedente capitolo
La Forza scorre potente. Il frame rate un po meno
Per quanto presentando alcune novità di diverso genere qua e là, il gameplay di KOTOR II rimane comunque saldamente ancorato agli ottimi standard settati dal proprio predecessore. LRPG Lucasarts si divide quindi nuovamente tra fasi esplorative e di combattimento, il più delle volte amalgamate alla perfezione, per quanto non manchino alcuni momenti di stanca nel corso dellavventura. In merito alla prima componente, KOTOR II offre al giocatore un buon numero di pianeti da visitare, molti dei quali ripescati direttamente dal prequel. Ciò non deve però trarre in inganno: non si tratta di una scelta dettata dalla pigrizia degli sviluppatori nel progettare nuovi scenari (comunque presenti) bensì da precise necessità narrative. Una decisione sicuramente azzeccata questa, che permette agli utenti già passati attraverso il primo episodio di prendere visione dei cambiamenti subiti dai vari luoghi come conseguenza degli effetti devastanti della guerra civile. Indubbiamente, però, qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte alla permanenza di situazioni tutto sommato familiari, oltretutto presentate attraverso un comparto grafico che non sembra aver goduto di particolari migliorie rispetto ad un anno fa. In effetti, KOTOR II offre visivamente ben poco di diverso rispetto al prequel: qualche animazione in più, un leggerissimo aumento di dettaglio degli ambienti e pochissimo altro. Se da un lato però non ci si può certo lamentare vista la natura del prodotto (si sa che in un RPG la componente cosmetica è tra le meno importanti), il lasso di tempo relativamente breve intercorso tra un episodio e laltro e soprattutto la qualità ancora piacevole della grafica, dallaltro dispiace dover annotare nuovamente la presenza di una significativa quantità di cali nel frame rate, occorrenti in special modo durante i movimenti di telecamera e nelle situazioni di combattimento più concitate.Ancora, bisogna sottolineare come i suddetti rallentamenti non inficino in alcun modo il naturale corso del gioco, ma ritrovarli in KOTOR II non fa certamente piacere. Proseguendo nellanalisi del prodotto Lucasarts, comunque, vanno segnalati come diversivi allesplorazione svariati elementi, alcuni ereditati dal prequel, altri introdotti da Obsidian: tornano dunque le partite di pazaak, le gare di velocità con gli Swoop e le sezioni sparatutto a bordo di torrette e quantaltro, mentre fanno il loro ingresso le nuove capacità delle Workbenches, stazioni di lavoro sparse allinterno degli scenari con le quali è possibile upgradare il proprio equipaggiamento e, in questo seguito, anche creare da zero oggetti utili alla propria avventura. Nonostante qualche eccesso di backtracking qua e là, dunque, giocare a KOTOR II si conferma unesperienza piena ed appagante, alla cui piacevolezza contribuisce in maniera notevole la mai troppo lodata bontà del sistema di combattimento. Sempre basato sulle regole D20, lazzeccatissimo mix di elementi real time e a turni degli scontri che animano le peregrinazioni dellutente nel titolo Obsidian continua a regalare momenti di pura goduria videoludica. Degne di nota alcune novità introdotte dagli sviluppatori: oltre ad inediti Feats e Force Powers, trovano posto un pratico selettore per latteggiamento offensivo dei propri compagni (difensivo, aggressivo, stazionario, a distanza, supporto Jedi e granatiere) e sette forme di attacco con lightsaber esclusive del protagonista in grado di fornirgli dei particolari bonus in determinate situazioni. Completano il quadro uno stock completissimo di elementi di equipaggiamento, comprensivo di diverse new entry, e un livello medio di difficoltà delle battaglie leggermente superiore a quello del prequel. Il resto è storia: la flessibilità del sistema di combattimento ereditato da KOTOR si rivela in grado di soddisfare sia i palati più fini, che approfitteranno dellapposito tasto di pausa per impartire ad ogni singolo personaggio dei precisi ordini, sia gli utenti meno esigenti, ai quali basterà definire limput di attacco del guerriero sotto il proprio controllo e lasciare il resto del lavoro alla soddisfacente AI del gioco. Insomma, KOTOR II si dimostra perfettamente in grado di offrire unesperienza di gioco appassionante come quella dellillustre predecessore, arricchita come se non bastasse da tutta una serie di piccole, ma significative novità. Come prima, più di prima: il titolo Obsidian supera il maestro in diversi aspetti, non ultima la longevità, non tanto per la durata effettiva dellavventura (sempre orientata attorno alle 30-40 ore) quanto per il già citato maggiore replay value. Chiude la carrellata delle lodi a KOTOR II il comparto sonoro, marchio di fabbrica dei titoli Star Wars per la sua assoluta eccellenza riguardo a musiche, effetti e doppiaggio.